Discarica di Tufarelle, Morra: «Il Comune è l’unico ente ad opporsi fattivamente»

Discarica di Tufarelle, Morra: «Il Comune è l’unico ente ad opporsi fattivamente»

All’indomani del Consiglio provinciale, il sindaco ripercorre le tappe

«Nella giornata di giovedì più volte è stata ribadita dalla massima assise provinciale, nel corso del Consiglio, la netta contrarietà all’apertura di nuove discariche sul territorio o all’ampliamento di quelle esistenti. Ciononostante, allo stato delle cose, l’Amministrazione canosina risulta essere l’unica realtà amministrativa del territorio provinciale ad aver avviato una serie di procedure che non potessero mettere ulteriormente a repentaglio la situazione, di per sé già precaria, di Contrada Tufarelle». E’ una lunga nota del Sindaco di Canosa, Roberto Morra, che prova a tracciare un punto della situazione.

«Voglio ricordare a tutti – ha affermato il sindaco Morra – che non soltanto ci siamo preoccupati di fornire dei pareri molto articolati nel corso della Conferenza di Servizi (tenutasi alla Provincia di Bat e conclusasi lo scorso 26 luglio) attraverso i quali ci siamo opposti in ogni modo all’ampliamento della discarica ma abbiamo anche convocato un Consiglio comunale monotematico, celebrato venerdì 1° settembre, durante il quale la massima assise ha sintetizzato le posizioni di tutte le forze politiche che hanno avanzato delle proposte. Ma a rafforzare l’indirizzo del Consiglio è stata l’operazione posta in atto dall’Amministrazione già nella mattinata di lunedì 4 settembre, grazie al prezioso supporto degli Uffici comunali e dei consulenti legali dell’Ente. È stata inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, infatti, la più volte citata opposizione alla Determina Dirigenziale della Provincia, così come previsto dalle recenti modifiche ex art. 15 quinquies della Legge n. 241/1990».

«All’indomani dell’invio dell’opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri – ha proseguito il primo cittadino -, azione amministrativa di tal specie tra le prime in Italia, l’Amministrazione comunale ha chiesto un incontro urgente al Governatore della Regione, all’assessore regionale all’Ambiente e al presidente della Provincia, con lo scopo di invitare le Istituzioni a una maggiore attenzione al tema e alla questione di Contrada Tufarelle, dove, come è noto, insistono altre discariche. L’assessore all’Ambiente Filippo Caracciolo ha risposto tempestivamente, convocando un incontro tenutosi presso gli Uffici Regionali mercoledì 6 settembre. Il presidente della Provincia, chissà per quale ragione, incontri sul tema con l’Amministrazione comunale di Canosa non ne ha fissati. Sta di fatto che il clamore che si stava creando attorno alla questione discarica stava riscaldando gli animi delle popolazioni di Canosa e Minervino, come anche l’opposizione al presidente del Consiglio dei Ministri, che la cronaca ha ritenuto di rilevanza nazionale. Sarà forse questa la ragione per cui è stato convocato il Consiglio Provinciale, di cui siamo venuti a conoscenza attraverso gli organi di stampa e non per le vie ufficiali? Con il comitato “No Discarica” ci siamo recati ad Andria e, ascoltando i vari interventi, abbiamo riscontrato non poca enfasi nelle dichiarazioni di animi piuttosto tesi e preoccupati, rilevando che, in buona sostanza, è stata la nostra opposizione al Presidente Gentiloni a sollecitare l’Ente provinciale a rivedere quella Determina Dirigenziale. Senza la nostra ferma azione amministrativa e l’opposizione attraverso gli strumenti che la normativa ci consente di utilizzare, quale strada avrebbe percorso la Provincia, che aveva già concluso la Conferenza di Servizi con esito favorevole all’ampliamento?”».

Queste le conclusioni del sindaco: «È ferma intenzione dell’Amministrazione comunale portare avanti battaglie a tutela dell’ambiente: per questa ragione non abbasseremo la guardia nonostante le rassicurazioni della Provincia. Ci aspettiamo che tutte le Istituzioni facciano altrettanto, non solo attraverso i proclami da campagna elettorale ma con provvedimenti concreti volti a tutelare cittadini spesso senza voce».