Nuovo approccio per la riduzione della tossine uremiche renali

Nuovo approccio per la riduzione della tossine uremiche renali

Presentato a Canosa il Progetto Nature con UNIBA e Centro Studi Fontana

Non solo è stato un momento cruciale di un percorso sfidante e appassionante avviato due anni fa. Ma può essere considerato un’eccezionale occasione di confronto tra le eccellenze del settore nefrologico e, più in generale, medico. Senza dimenticare la partecipazione delle istituzioni e dell’università. Tutto questo è stato l’incontro promosso dal gruppo di ricerca che ha dato vita a Nature, acronimo che sta per Nuovo Approccio per le Tossine Uremiche Renali. Nature ha dimostrato come un approccio naturale e non farmacologico possa portare alla riduzione delle tossine uremiche renali per rallentare la progressione della malattia renale​,​ con l’ausilio semplice ma efficace di un integratore alimentare. Un progetto innovativo che si è posto l’obiettivo di migliorare il trattamento delle malattie renali croniche ​e, di conseguenza, la vita dei pazienti affetti da tali patologie​​.

Tenutosi a Canosa presso il “Centro studi e ricerche Sergio Fontana 1900-1982”, l’incontro è servito a illustrare i risultati di un progetto che ha visto protagoniste la capofila Farmalabor, con la virtuosa collaborazione dell’Università degli studi di Bari, di Aferetica, dell’Università del Salento e del CNR-ISPA. A fare gli onori di casa è stato Sergio Fontana, amministratore unico di Farmalabor, che ha puntato l’attenzione sulla possibilità che il sogno di progetti di questo tipo, e più in generale di fare impresa al sud, divenga realtà concreta. «Siamo fatti della sostanza dei sogni – ha detto Fontana – e noi crediamo nei sogni. Ce la possiamo fare con la sinergia, grazie alla quale uno più uno fa sempre tre». Lo dimostra, tra le altre cose, la straordinaria cornice in cui l’evento si è tenuto, un centro studi e ricerche all’avanguardia, che nel corso degli anni si è trasformato da ambizioso progetto in struttura esistente e già operativa.

È un po’ il concetto sottolineato da Roberto Morra, sindaco di Canosa («Ci sono attività che si possono fare in modo rispettoso dell’ambiente, siamo orgogliosi di avere aziende come Farmalabor») e da Filippo Caracciolo, assessore regionale alla Qualità dell’ambiente. «Parlando di eccellenze del territorio – ha affermato quest’ultimo – ci riferiamo a qualità e prodotti, ma anche alla capacità di stare sul mercato internazionale. Il connubio università-industria deve essere sempre più sollecitato. Dobbiamo mettere in condizione i nostri cervelli di restare qui. La Regione farà la sua parte». A rappresentare le istituzioni è stato anche il consigliere regionale Francesco Ventola, che ha parlato di una nuova sfida: creare un vero e proprio distretto. Poi si è passati al cuore scientifico della giornata. Al progetto Nature, appunto.

«Il trattamento dialitico tradizionale – ha detto Loreto Gesualdo, Ordinario di Nefrologia all’Università degli Studi di Bari e responsabile scientifico del progetto Nature – non elimina dal circolo tutte le tossine uremiche renali. E allora abbiamo pensato a un nuovo approccio per ridurle in modo naturale. Alla base di tutto c’è il microbiota, un organo nascosto, costituito da tantissime specie batteriche. Negli ultimi anni l’interesse per il mondo del microbiota è esploso, viste le tantissime funzioni che svolge. Ma se il microbiota non funziona bene e diventa disbiotivo, produce sostanze tossiche. Diventa disbiotico – prosegue Gesualdo – a causa dello stress fisico e psichico, dello stile di vita, degli antibiotici e dell’alimentazione. È qui il nesso con la malattia renale cronica».

Ecco quindi l’innovatività dell’approccio del progetto: l’ambizione è agire sull’intestino, per riequilibrare la situazione del rene. Il risultato di progetto è stato l’approdo a un integratore alimentare “simbiotico”, derivante dalla valorizzazione di prodotti tipici del territorio, e composto da probiotici (batteri “buoni”) prebiotici (fibre alimentari), più una componente antiossidante. Il tutto per ridurre le tossine uremiche e, più in generale, rallentare la progressione della malattia renale cronica. Nel dettaglio sono entrate ancor di più Maria De Angelis, professore associato DISSPA all’Università degli studi di Bari, Angelica Miccolis, ricercatrice di Farmalabor, e Vanessa Galleggiante, ricercatrice di Aferetica. Sono emerse ulteriori novità del progetto, come l’approccio integrato tra riduzione delle tossine uremiche renali e il miglioramento delle tecniche dialitiche attraverso un’innovativa cartuccia. Si è parlato di un processo lungo due anni, con quattro obiettivi realizzativi e la produzione del simbiotico Naturen-G, l’integratore appunto che sta già dando feedback positivi dei pazienti. Evidente la regressione della sintomatologia della malattia renale cronica e il miglioramento della situazione intestinale.

Nel corso della giornata si sono succeduti anche gli interventi di Nunzio Denora, professore aggregato del dipartimento di Farmacia, Scienze del farmaco all’Università degli studi di Bari, che ha parlato di “Innovazioni tecnologiche: capsule ed estratti”; e Massimiliano Carnassale, direttore di Federsalus, che si è soffermato invece su “Health claims e regolamentazione”. A concludere il tutto è stato invece Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio. «La ricerca, la cultura e la sperimentazione – è stato il suo commento – portano al potenziamento del turismo e suscitano interesse relativo a tutto il nostro territorio. E la spesa, quando è così qualificata, rappresenta il modo migliore per affiancare progetti che puntino al benessere della comunità».