Omicidio Melziade, chieste condanne a 18 e 13 anni

In corso il processo con rito abbreviato per la brutale rapina alla gioielliera 75enne

Una condanna a 18 anni di reclusione e un’altra a 13 anni sono le richieste avanzate, ieri, dalla Procura di Trani nel corso del processo con rito abbreviato per la brutale rapina a una gioielliera 75enne di Canosa, Maria Melziade, avvenuta il 17 novembre 2016: la donna morì qualche ora dopo essere stata ricoverata in ospedale. Il pm Marcello Catalano ha chiesto 18 anni per Lorenzo Campanella e 13 per Francesco Scardi, il primo accusato di essere entrato in casa della donna e l’altro di aver fatto da palo; mentre un terzo uomo, Gianfranco Colucci (che si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda e venne scarcerato dal Riesame qualche giorno dopo l’arresto), è stato rinviato a giudizio e il processo a suo carico comincerà il prossimo 8 giugno davanti alla Corte d’Assise.

Il processo con rito abbreviato prosegue, invece, il 22 aprile, quando discuteranno la parte civile e i difensori degli imputati. Rispondono tutti di concorso in rapina e omicidio preterintenzionale aggravato (dall’età della vittima). Secondo quanto accertarono le indagini della polizia, la donna era appena rientrata da un viaggio in auto a Milano, insieme al marito e all’autista. Lei, però, era salita sola in casa, mentre gli altri due parcheggiavano l’auto in garage. Fu lei stessa ad aprire la porta ai rapinatori, pensando che si trattasse del marito. E invece questi la immobilizzarono, legandola con delle fascette in plastica e nastro isolante, e la colpirono violentemente al volto e al corpo e le procurarono anche scosse elettriche con un taser. Andarono via solo per la resistenza della donna e il ritorno a casa del marito. Riuscirono però a portar via un anello, orologio e orecchini con diamanti indossati dalla vittima, 1200 euro in contanti e carte di credito. La donna morì il 18 novembre.