Morti bianche a Torino nel 2012, i familiari in attesa di una giustizia troppo “lunga”

Morti bianche a Torino nel 2012, i familiari in attesa di una giustizia troppo “lunga”

Antonio Carpini e Cosimo Di Muro morirono durante la costruzione del Termovalorizzatore

Chiuse le indagini a luglio dello scorso anno sulla morte di due operai pugliesi, deceduti nel marzo 2012 durante le fasi di realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione di Torino, ad oggi ancora nessun rinvio a giudizio per ipotetici colpevoli e nessuna indicazione sulle tempistiche future della giustizia. I familiari non ci stanno e dopo febbraio hanno riportato la luce ed i riflettori anche mediatici su di una vicenda ancora da sbrogliare in tutte le sue componenti.

Antonio Carpini, di Andria ed all’epoca dell’incidente 42enne, e Cosimo Di Muro, 47enne di Canosa di Puglia, che lavoravano per la stessa azienda, morirono rispettivamente il 3 e il 31 marzo di esattamente sei anni fa. Ma dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato a fine luglio scorso, come detto, ad otto persone cui vengono contestati a vario titolo i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, le famiglie delle vittime attendono ancora la richiesta di rinvio a giudizio. Antonio Carpini era caposquadra e morì, secondo quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini, durante le operazioni di sollevamento di una ‘mensola rampante’ nella zona del muro Nord della fossa rsu, dopo essere precipitato nel vuoto da un’altezza di 27 metri a causa di un’errata manovra effettuata dal gruista “con conseguente rovesciamento della mensola rampante e precipitazione nel vuoto di Carpini, caduto al suolo, riportando lo sfondamento della teca cranica che ne causò il decesso immediato”. Cosimo Di Muro, invece, era operaio e il suo decesso avvenne il 31 marzo mentre si trovava su una mensola speciale rampante a 40 metri di altezza e “a causa dell’improvviso distacco della piattaforma dal muro, precipitò al suolo, riportando lo sfondamento della teca cranica che ne causò anche in questo caso il decesso immediato.

Il fratello di una delle due vittime, Fabio Carpini, torna a chiedere giustizia. «Non ci spiegano il perchè di questa lungaggine giudiziaria», dice Carpini. «Una vicenda assurda anche perchè, come si sa, nel secondo incidente sono rimaste coinvolte altre due persone, che sono state ferite, e nel loro caso si avvicina la prescrizione. Il secondo caso è ancora più assurdo perchè se, per mio fratello, c’è la concausa dell’errata manovra del gruista, in quest’ultimo non è chiaro perché Cosimo Di Muro sia caduto. Sono stato personalmente a Torino, con il mio avvocato Giacomo Lattanzio nel febbraio 2018. E’ stato sconcertante, siamo tornati a casa senza risposte».

Per l’incidente del 3 marzo 2012 risultano indagate sette persone per omicidio colposo; mentre per quello del successivo 31 marzo, in cinque rispondono di omicidio colposo e lesioni colpose. Sono indagati responsabili dei lavori, della sicurezza e della progettazione delle aziende coinvolte tanto nella progettazione quanto nella costruzione (anche in subappalto) del termovalorizzatore.