La Salvia “al veleno” su Morra: «Politici arroccati nella stanza più lontana della torre»

La Salvia “al veleno” su Morra: «Politici arroccati nella stanza più lontana della torre»

L’ex Sindaco di Canosa sull’assenza a Bari dell’attuale primo cittadino

«Come in una favola: dalla stanza più lontana della torre più alta la principessa è stata salvata dal suo cavaliere. Ho letto della polemica tanto più rapida nel determinarsi quanto più cogente il risentimento generato. Il Sindaco Morra non era con tutti gli altri sindaci a Bari a rappresentare gli agricoltori “puniti” dal clima, dagli insetti e dall’indifferenza! ANATEMA!!! “Noi c’eravamo: abbiamo mandato il cugino del fratello dello zio di un simpatizzante del movimento dal subappennino” perché comunque è colpa di altri: della Regione che non ha dato lo stato di calamità naturale (lo dà il Governo!), dell’ex sindaco La Salvia che siccome non è più sindaco è colpa sua; dell’assessore della regione che ha fatto piovere troppo o troppo poco….». Interviene così, in una nota, l’ex Sindaco di Canosa di Puglia Ernesto La Salvia. 

«E mentre si elencano le colpe di 5 generazioni di politici – si legge – fino a Bonifacio VIII reo di non aver chiamato un grillo alla sua corte come giullare, tentano maldestramente di distrarre citando “volatili” sportelli agricoli o l’acqua che arriva nei campi perché la manda direttamente Casaleggio. La realtà, Signor Sindaco, è che, rinchiuso nella torre inaccessibile ai più, non ritiene necessario essere presente neppure CONTRO il Presidente della Regione “fonte di ogni male” (come continua a ripetere come in una scuola coranica) se non per spalleggiare chi manda avanti l’economia di questa città. Con gli altri sindaci: di ogni colore perché la sofferenza della gente non ha colore politico. Il capogruppo per fortuna ha sùbito “salvato la principessa” dall’empasse con il solito discorsetto “e tu chi sei?”, “che ci facevi li?”, “di chi sei amico?”: è Elia Marro, cittadino canosino al seguito dei contadini intervenuti e testimone della vostra assenza: e volete rimproverarlo per questo? Complimenti.

Se solo ci fosse stato chiunque con la Fascia di questa Città almeno ci saremmo sentiti comunità rappresentata e non figli di nessuno (come alla Provincia, per esempio). Come politici, perdonatemi, ma vi vedo così: arroccati nella stanza più lontana della torre più alta, “strafatti” dai vostri incensi ma lontanissimi dalla realtà quotidiana. Cordialmente saluto».