Parla Giuseppe, vittima del branco: «Ho solo difeso mio fratello»

Il racconto di quella sera: «Saprei perdonare di fronte a scuse sincere»

Aggredito brutalmente e ferito per aver difeso suo fratello. È il destino toccato a Giuseppe, ragazzo disabile di 29 anni di origini cerignolane a Canosa di Puglia. Un gruppo di circa 20 persone ha avvicinato lui e suo fratello più piccolo, aggredendoli prima verbalmente e poi passando alle maniere forti. Obiettivo del gruppo di malintenzionati, derubare il giovane del suo smartphone.

Voleva solo difendere suo fratello, Giuseppe. Il giovane originario di Cerignola, affetto da una forma di sordità, ha provato a reagire e di tutta risposta il branco si avventa su di lui: prima gli spintoni, poi calci e pugni. A evitare il peggio è stato l’intervento di alcuni cittadini e degli uomini della Vegapol presenti sul posto. Il ricordo è ancora vivo, come Giuseppe racconta dall’ospedale Dimiccoli di Barletta, dove è ricoverato.

Una scena di una violenza e una cattiveria raramente viste” la definiscono alcuni testimoni e gli amici di Giuseppe.

Il referto medico, una volta raggiunto il pronto soccorso è stato chiaro: setto nasale da operare, lesioni e graffi a braccia e gambe. Le ferite guariranno in 20 giorni, ma il dolore passerà via molto più lentamente.

Gli agenti del commissariato di polizia di Canosa hanno avviato un’inchiesta per risalire ai responsabili. Il 29enne cerca di mettersi il passato alle spalle e attende giustizia, ma riesce nonostante tutto ancora a tendere la mano.