L’Arcivescovo e il Sindaco di Taranto che sospingono piano, con le loro mani, i battenti del portone del Carmine, l’apertura della chiesa e la navata che finalmente si offre agli occhi del pubblico, in attesa in piazza Giovanni XXIII, con le statue di “Facies Passionis”. È stato questo uno dei momenti più significativi della cerimonia di apertura della terza edizione della mostra, promossa dall’Arciconfraternita del Carmine e dedicata ai volti della Passione, cioè alle più suggestive statue della Settimana Santa pugliese.

Quest’anno è stato scelto un tema specifico, dando così vita ad una edizione monografica: Lacrime Mariane. Da Taranto per andare poi a Canosa di Puglia, San Giorgio Ionico, Mottola, Ruvo Di Puglia, Carbonara di Bari, Bitonto, Latiano e Triggiano, il Carmine – grazie alla collaborazione prestata da Confraternite, Sodalizi religiosi e famiglie proprietarie dei simulacri – ospita infatti dieci statue della Madonna Addolorata. E Carbonara di Bari è presente con due statue.

Presente, come già annunciato, la sacra effige della Desolata di Canosa di Puglia, tra i simboli più pregiati dell’intera mostra tarantina.

L’Addolorata, uno dei simboli centrali delle processioni della Settimana Santa, una sacra immagine da sempre evocativa di preghiere e invocazioni, la statua in grado di suscitare commozione e silenzio. E proprio sul significato dell’Addolorata si è soffermata la cerimonia che, nel foyer del Teatro comunale Fusco, ha preceduto l’inaugurazione di Facies Passionis, presenti sindaci e amministratori dei Comuni pugliesi coinvolti, il rappresentante del prefetto di Taranto, i vertici di Marina Militare, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, padri spirituali e priori delle Confraternite ospiti. Ha introdotto la cerimonia il priore dell’Arciconfraternita del Carmine di Taranto, Antonello Papalia, per il quale la terza edizione di “Facies Passionis” prosegue e consolida “il cammino che abbiamo intrapreso, che è quello di valorizzare ulteriormente le sacre immagini di cui le nostre Confraternite sono gelose custodi, nella convinzione che la  pietà popolare resta una delle forme di evangelizzazione più coinvolgenti”.

Per il padre spirituale dell’Arciconfraternita e parroco del Carmine, monsignor Marco Gerardo, “l’Addolorata è sì un’immagine di dolore, di una Madre che ha perso il proprio Figlio, ma quel dolore, che è uno dei momenti centrali della Passione del Signore, evolve poi verso la Resurrezione, la vita nuova, e quindi si trasforma in segno di speranza”.

L’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, ha rievocato il suo personale legame con l’Addolorata, dalle processioni del suo luogo natale, Carbonara di Bari, dove la processione dell’Addolorata era la più importante, alla venerazione che il popolo del Brasile e dell’America Latina ha per la Madonna, Paesi, questi, dove monsignor Santoro ha esercitato il suo ministero di vescovo prima di giungere a Taranto. “Ovunque – ha detto – il popolo di Dio si affida all’Addolorata con grande fiducia”.

«Questa mostra è bella – ha sostenuto dal canto suo il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, presente con l’assessore alla Cultura, Fabiano Marti – perché ci fa capire quanto sia importante la matrice identitaria della nostra comunità. Perché i riti della Settimana Santa sono questo. Ammettiamolo: in questi anni non abbiamo saputo raccontarci bene, abbiamo offerto solo un certo tipo di immagine di Taranto che è invece tanto altro». Il sindaco ha quindi annunciato la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Comune e Confraternite per creare una migliore collaborazione e valorizzare un patrimonio importante. E, a conferma di questa sinergia tra istituzioni e mondo confraternale, anche la presenza di tanti gonfaloni municipali, che hanno fatto da cornice all’apertura dei battenti del Carmine.

La mostra – che si avvale del sostegno del Comune di Taranto e della Banca di Credito Cooperativo di San Marzano di San Giuseppe – resterà aperta, con ingresso libero e gratuito, sino a domenica prossima. Orari ininterrotti: 9-22.  Domani alle 10.30, nella sede di Taranto dell’Università di Bari (sala conferenze, via Duomo), verranno presentati gli atti del convegno di “Facies Passionis” edizione 2019. L’esibizione di cori all’interno del Carmine e di bande musicali in piazza Giovanni XXIII (col repertorio della Settimana Santa) affiancheranno infine ogni sera questi giorni di mostra.