Nuova aula del Consiglio regionale della Puglia

Ritardi, emendamenti, ore di discussione, accuse di ostruzionismo e accese polemiche. Alla fine il nulla di fatto. Il consiglio regionale pugliese, riunitosi ieri nell’ultima seduta della legislatura 2015-2020, non ha approvato il disegno di legge per inserire nel sistema elettorale la doppia preferenza di genere.

Alle 2 di notte, dopo una lunga discussione tra maggioranza e opposizione, l’assemblea si è sciolta per mancanza del numero legale. Non si è trovato nessun accordo sui quasi duemila emendamenti presentati (per la stragrande maggioranza da Fratelli D’Italia) alla proposta di legge iniziale, che introduceva la possibilità per gli elettori di esprimere la propria preferenza per un uomo e per una donna.

Una mossa ostruzionistica, secondo il centrosinistra, fatta nel tentativo di ottenere il ritiro di altri emendamenti, come quello presentato dal Movimento 5 Stelle, per introdurre nel sistema elettorale pugliese l’obbligo di rispettare le percentuali di rappresentanza di genere (60-40) nella compilazione delle liste, a pena l’esclusione dalla competizione elettorale.

Nessun tentativo di mediazione è andato in porto nel corso di una seduta cominciata con 5 ore di ritardo, interrotta più volte e caratterizzata da accesi confronti tra i banchi, come quello tra il governatore Emiliano ed il consigliere Francesco Ventola.

In assenza di un’intesa si è passato all’esame dei singoli emendamenti, tra i quali quello che stabilisce l’ineleggibilità tutti i componenti delle task force regionali. La mozione viene approvata, anche grazie al voto di una decina di franchi tiratori della maggioranza, sancendo così la non candidabilità del coordinatore della squadra scientifica pugliese per l’emergenza Covid, Pierluigi Lopalco che, nei giorni scorsi, aveva annunciando di volersi candidare alle prossime regionali al fianco di Emiliano. Un colpo di scena che è il preludio alla fine dei lavori, che si chiudono definitivamente quando, a causa delle numerose assenze in aula, viene a mancare il numero legale. Tutto saltato, fine della seduta e doppia preferenza di genere che si arena tra le polemiche. Adesso sarà il premier Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi aveva già intimato al consiglio di approvare il disegno di legge entro la fine della legislatura, ad intervenire con poteri sostitutivi, per inserire la doppia preferenza di genere nel sistema elettorale pugliese.