«“Meglio cornuti che mal sentiti”. Potrei motivare le ragioni delle mie dimissioni da Consigliere Comunale, spiegarne il valore e spiegare come a volte dimettersi sia la scelta più dignitosa, citando Bobbio o Moro o Berlinguer, ma preferisco un messaggio tutto canosino facilmente comprensibile mutuato dalla saggezza contadina. Ho forse una idea romantica del Consiglio Comunale come luogo nel quale avviene il confronto di idee, nel quale si dialoga su proposte politiche nel rispetto dei ruoli istituzionali». Interviene così, in una nota, l’ormai ex consigliere comunale di Canosa, Enzo Princigalli, nonché ex candidato Sindaco.

«Certo c’è chi interpreta il ruolo di oppositore sulla base del pregiudizio e dello scontro frontale a prescindere, e poi ci sono io che invece mi ostino a ricercare momenti di dialogo costruttivo. Quante volte ho votato con la maggioranza provvedimenti che ritenevo utili alla città! Quante volte ho manifestato apprezzamento per risultati ottenuti dall’amministrazione in carica destando stupore tra i miei Colleghi della opposizione ! quante volte ho apprezzato il Sindaco per la gestione della emergenza Covid 19 ! quante volte mi sono congratulato con l’assessore Sabina Lenoci e con la Dirigente Anna Maria Gagliardi per i finanziamenti conseguiti, per il Corridoio Urbano che cambierà il volto della città ! quante volte ho ringraziato l’Amministrazione per la condivisione chiesta ed ottenuta e per la modifica sollecitata e recepita delle disposizioni relative ai dehors!

Le uniche volte in cui ho espresso con forza il mio motivato dissenso è stato in relazione al trasferimento del Comando della Polizia Municipale che ritenevo e ritengo un grave errore, in relazione alla mancata proroga per il biennio fino a scadenza del mandato del contratto relativo alla Dirigente Arch. Gagliardi nonostante i risultati raggiunti, i finanziamenti ottenuti, pur di reclutare un nuovo dirigente (per tre anni e quindi oltre il mandato dell’amministrazione in carica) senza indicare i requisiti professionali diversi e specifici rispetto a quelli già posseduti dalla Dirigente in carica, estromissione questa che fa il paio con il sostanziale isolamento della Assessora Sabina Lenoci che con la Gagliardi stava curando procedimenti delicatissimi e fondamentali per la Città ancora in itinere.
Decisioni queste ultime palesemente contrarie agli interessi della Città che rivelano una inquietante convergenza tra Francesco Ventola e il Vicesindaco Francesco Sanluca.
Un asse non inedito destinato verosimilmente a rafforzarsi con la elezione di Francesco Ventola nel Consiglio Regionale.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato lo sfregio al Monumento più importante della nostra Città che si vuole consumare con la assurda inopinata decisione relativa alla destinazione dei locali della ex filantropica, decisione presa in gran fretta non partecipata al Consiglio Comunale e neppure alla Commissione Patrimonio della quale sono membro effettivo.

Ho chiesto pubblicamente al Sindaco di ritornare sui suoi passi e di ascoltare le associazioni e autorevoli cittadini, archeologi, studiosi, ricercatori ma ne ho ricevuto il solito atteggiamento arrogante, sprezzante e a tratti offensivo. (E meno male che lo slogan diceva che “il cittadino si fa Stato”!).

In altri termini non esiste un consiglio comunale e una commissione comunale come luogo di confronto franco e leale nel quale si è disposti ad ascoltare serenamente le opinioni espresse dai consiglieri e a discutere sulle ragioni e se del caso anche a rivederle con onestà intellettuale, ma solo un luogo nel quale si consuma ogni volta una sterile discussione alla quale i consiglieri di maggioranza non partecipano se non per bocca del capogruppo e del Sindaco e sempre per ribadire le proprie preconfezionate decisioni senza alcun reale confronto e non di rado anche con un atteggiamento di arrogante superiorità.
E’ chiaro a questo punto che il ruolo di consigliere comunale è svilito e si riduce ad uno sterile e inutile parlarsi addosso giacchè dall’altra parte c’è un gruppo di “attivisti” e di assessori che non possono permettersi di dissentire o di ridiscutere liberamente e democraticamente gli argomenti all’ordine del giorno.

Dunque non ha senso far parte di un Organo Collegiale nel quale i miei interventi diventano un mero inutile e improduttivo esercizio dialettico, nel quale la legittima espressione di un motivato e garbatissimo dissenso è percepita e respinta sdegnosamente come lesa maestà, dove tutto è già stato deciso dal Sindaco e non è assolutamente sindacabile né dai componenti della Giunta, né dai Consiglieri di maggioranza né ovviamente dai consiglieri di opposizione.

Ho ritenuto pertanto di rassegnare ieri le dimissioni anche a tutela degli stessi cittadini che ho il dovere di rappresentare degnamente e non attraverso un simulacro di partecipazione democratica. Spero che al Consigliere Comunale che prenderà il mio posto venga riservato maggiore rispetto in considerazione della sua competenza ed esperienza».