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Visita del Principe Alberto II di Monaco, spesi dal Comune di Canosa 8.000 euro

La nota del Sindaco Roberto Morra

«Quanto ci costa? Sarei un ipocrita se vi dicessi che non mi sarei mai aspettato questa domanda. Ma quanto ci è costata la visita del Principe Alberto di Monaco?
La verità è che io ormai conosco bene i miei detrattori e il livello delle loro fake news, mentre loro non conoscono me». A scriverlo in una nota è il sindaco di Canosa di Puglia Roberto Morra.
«Eppure io un indizio l’avevo già dato: in cinque anni le spese di rappresentanza dell’intera Amministrazione sono state quasi nulle per il nostro comune e questo non vuol dire che non ci sono state ma che le ho sostenute io e gli assessori.
Torniamo a noi: ospitare un capo di stato – spiega Morra – con il suo numeroso seguito e l’ambasciatore di Monaco in Italia, comporta la predisposizione di misure di sicurezza imponenti come la realizzazione di un piano per la sicurezza, noleggio transenne, movimentazione di new Jersey di cemento armato, service audio video per consentire a tutti di seguire l’evento senza dimenticare un minimo di addobbo alla sala consiliare e alla targa commemorativa.
Ebbene il comune di Canosa per l’organizzazione di un evento di portata storica per la città che ha avuto una risonanza sui media a carattere nazionale, ha speso complessivamente all’incirca 8.000 euro, una inezia se si considerano i costi di altre manifestazioni passate che hanno avuto risultati molto modesti.
Per far sì che la nostra città potesse ottenere questo risultato spendendo così poco il merito è stato dei cittadini canosini che si sono impegnati nella riuscita della manifestazione, vi siete chiesti chi sono? Un sentito ringraziamento alla Misericordia, agli operatori Emergenza Radio, all’Anpana, a Caterina Cannati in arte Kataos, a Sabino Carbone e all’Esercito Italiano. Spero di non aver dimenticato nessuno, in tal caso mi scuso sin d’ora.
Ovviamente tutte queste informazioni sono pubbliche e facilmente riscontrabili sul sito del Comune. Infine, le opere di manutenzione di via Bovio sono frutto di un finanziamento, mentre le altre – conclude Morra – come la sistemazione dei portoni di palazzo di città e la pulizia del monumento ai caduti erano necessarie e improrogabili e andavano fatte indipendentemente dalla visita del principe».
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