Home Politica Comunali 2022, Malcangio: «Canosa deve riappropriarsi dei canosini, no a false promesse»

Comunali 2022, Malcangio: «Canosa deve riappropriarsi dei canosini, no a false promesse»

L'intervista al candidato sindaco sostenuto dal cosiddetto "Patto per Canosa" a meno di un mese dalle elezioni amministrative

A meno di un mese dalla tornata elettorale in programma per domenica 12 giugno, entra nel vivo la campagna elettorale che porterà Canosa di Puglia al voto. Molteplici le forze in campo, numerose le sensibilità coinvolte che hanno deciso di sposare progetti e programmi. Nello specifico, la candidatura a sindaco del dottor Vito Malcangio sarà sostenuta dal cosiddetto “Patto per Canosa” composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e dalle liste civiche Canosa Popolare, Noi di Centro, Canosa nel Cuore, Malcangio Sindaco e Fuori dal Comune. Malcangio, individuata come personalità aggregante, ha così deciso di sposare un ideale quale quello del rilancio di Canosa scendendo in campo in prima persona come fece suo padre Pasquale dal 1996 al 1999.

1. Da dove nasce la sua voglia di spendersi in prima linea a servizio della città?
«Stiamo vivendo un momento storico particolare e di conseguenza, a mio parere, la politica assume sempre più un ruolo determinante. Come predica Papa Francesco “non bisogna girare la testa dall’altra parte”. Canosa mi ha dato tanto: una splendida famiglia, un lavoro, la vita. Mi sento apprezzato e voluto bene, voglio ricambiare mettendomi a servizio della città».

2. Il suo slogane elettorale, ormai chiaro, è Canosa per bene. Cosa racchiude al suo interno questo leitmotiv?
«E’ semplice: voglio fare le cose per bene. Ho chiare le esigenze di cui necessitano i miei concittadini e le voglio esaudire con tanto impegno e tenacia. Attraverso l’ascolto, prerogativa fondamentale per fare il Sindaco, posso umilmente affermare che abbiamo le competenze e quindi le capacità che possano permetterci di risolvere le problematiche che attanagliano il nostro paese».

3. La straordinaria normalità di cui lei parla nei vari punti programmatici è ciò di cui Canosa ha bisogno?                                                                                          «Penso sia la miglior arma. Non voglio cadere nella cosiddetta leggerezza dell’essere, non voglio che preso dall’euforia della campagna elettorale non rimanga con i piedi ben saldi per terra. Sarebbe assolutamente sbagliato fare false promesse ai cittadini in virtù di progetti faraonici: i canosini sono stanchi di essere presi in giro e non a caso, nei vari incontri fatti, mi hanno sempre richiesto pragmatismo, coerenza e semplicità».

4. Avrebbe mai pensato in tempi non sospetti di candidarsi alla carica di primo cittadino?
«La mia candidatura è arrivata al momento giusto: se fosse nata anche per assurdo lo scorso anno, non avrei accettato. Oggi, invece, sono nelle condizioni di poter dedicare anima, cuore e cervello alla mia amata Canosa. Sa, quando varie anime politiche con credi diversi ti chiedono di scendere in campo perché credono in un progetto comune frutto di diverse sensibilità umane, dare la propria disponibilità è inevitabile».

5. Suo padre in passato ha già ricoperto il ruolo di Sindaco. Come ha vissuto la sua esperienza e quanto desidererebbe ripercorrere le sue orme ?
«Mio padre ricordo che fu molto felice ed orgoglioso che la città gli avesse manifestato con quei numeri la propria stima. Se parliamo di orme, l’integrità morale è identica: sia noi figli, sia i suoi amati nipoti coltiviamo quotidianamente l’albero della vita consapevoli degli insegnamenti che durante l’arco della sua vita ci ha trasmesso. Utilizzerò la mia caparbietà per il bene comune, senza mai mettere in vendita la mia dignità e il futuro di Canosa».

6. La sua figura, viste le forze politiche che riesce a tenere assieme, risulta essere aggregante. Pensa sia il giusto mix per cambiare volto alla città?
«Sì, perché l’unione di più sensibilità e figure è la base sulla quale costruire il futuro di Canosa, del resto, come si suol dire, l’unione fa la forza. Le faccio un esempio: una squadra di calcio, per essere competitiva, ha bisogno di un presidente, un allenatore, giocatori titolari e non che remino nella stessa direzione. Solo così è possibile raggiungere risultati ragguardevoli».

7. A sostenere la sua candidatura vi sarà anche Forza Italia. Soddisfatto di questo cambio di veduta?                                                                                                  «Forza Italia è un partito, mi fa specie che si gridi allo scandalo per una cosa molto semplice da comprendere. I partiti hanno un’organizzazione piramidale e le decisioni vengono prese anche dall’alto, non a caso la questione è stata esaustivamente spiegata dall’avvocato Malcangio. Guardi, è evidente che la cosa sia stata strumentalizzata ad arte, obiettivo di alcuni è rompere e non di creare, io invece sono all’esatto opposto».

8. Il Sindaco Morra ha affermato di essere sicuro della rielezione e che gli altri candidati sindaci in campo non conoscano abbastanza le dinamiche e problematiche della città. Come replica alle affermazioni del primo cittadino?
«E’ facile, il Sindaco Morra non ricorda o non vuole ricordare che cinque anni fa quando a lui veniva fatta questa rimostranza rispondeva affermando testuali parole: “ Quando saliremo al Palazzo vedremo”. Se lui abbia governato bene o male lo deciderà il cittadino, io se fossi al suo posto non mi preoccuperei di questo ma del giudizio sul suo mandato da parte dei cittadini».

9. Cosa si sente di promettere ai canosini in vista della prossima tornata elettorale?
«Come affermato precedentemente, non penso sia giusto promettere per poi non mantenere. Ci impegneremo affinchè Canosa diventi una città accogliente, in grado di creare lavoro e divertimento, esperienze culturali, momenti di aggregazione oltre che ovviamente pulizia e funzionalità. I canosini devono poter riprendere ad amare Canosa, a conoscerla e a pensarla con orgoglio»

10. Quanto crede nell’elezione a Sindaco?
«Per scaramanzia vorrei non risponderle. Mi sento solo di dire che i cittadini, attraverso la matita, detengono un enorme potere. Mi auguro che ognuno di essi possa utilizzarlo al meglio, invitando tutti ad andare a votare perché è il sale della democrazia».

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