Una vicenda che ha dell’incredibile, trama perfetta di un film che però altro non è che realtà. L’episodio riguarda due donne, allora neonate nel lontano 22 giugno 1989, scambiate di culla presso l’ospedale di Canosa di Puglia, nate a 11 minuti di distanza l’una dall’altra e che dopo 23 anni scoprono attraverso Facebook di esser state vittime di un errore. A pronunciarsi sull’accaduto è stato il Tribunale civile di Trani in primo grado che a seguito della causa avviata da una delle due donne, ha disposto un maxi risarcimento da circa un milione di euro. E’ questa la condanna in primo grado, in attesa di comprendere se la Regione Puglia opterà se fare ricorso in Appello.

Entrando nel merito nella situazione, Caterina che pensava di aver partorito Lorena ma che invece ha scoperto di essere la mamma di Antonella, verrà risarcita per 215 mila euro così come suo marito. All’altro figlio invece andranno 81 mila euro per non esser riuscito a vivere a tutti gli effetti la relazione parentale. Per quanto riguarda Antonella, la Regione Puglia dovrà risarcire mezzo milione di euro in virtù del fatto che la stessa sia stata abbandonata da piccola dalla madre, senza considerare come il padre l’abbia maltrattata a tal punto da farla finire in orfanotrofio. A favorire questa clamorosa scoperta Facebook dieci anni fa, nel 2012, quando fu notata la somiglianza fra le donne nonostante l’assenza di legami parentali. Il successivo test del Dna ha poi rivelato la clamorosa scoperta e cioè che Antonella è figlia di Caterina e Lorena di Loreta.