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Il 26 luglio torna la Sagra della Percoca a Loconia

Nell’ambito del cartellone dell’Estate Canosina 2026

Nell’ambito del cartellone dell’Estate Canosina 2026, fra gli appuntamenti da segnare sul calendario c’è il ritorno nella Borgata di Loconia della Sagra della Percoca. L’appuntamento è per domenica 26 luglio, dalle ore 19:00 in Piazza Roma.
Promossa dall’Amministrazione Comunale ed organizzata da Pro Loco Canosa con la collaborazione delle aziende agricole locali, l’intento è quello di tornare a valorizzare la Borgata attraverso il suo prodotto per eccellenza, la percoca inserita nell’elenco dei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali.
Eccellenza del settore agricolo locale, l’oro della Valle dell’Ofanto è al centro della convenzione stipulata dai Comuni e dalle Pro Loco di Canosa e Lavello per la valorizzazione di Loconia e Gaudiano che, dopo l’evento del 1^ Maggio, troverà nuovamente concretizzazione. Ad animare la serata saranno “I Cantori di Carpino e Gigi Soriani” con lo spettacolo che seguirà la consueta celebrazione eucaristica alle 19:00 e la processione per le vie della Borgata. La cittadinanza è invitata.
“L’Amministrazione Comunale – spiega l’Assessore alla Cultura Cristina Saccinto e l’Assessore agli Eventi Saverio Di Nunno – facendo fede a quanto riportato nelle linee di mandato, ha ritenuto di fondamentale importanza tornare a caratterizzare la frazione con la sua sagra per antonomasia, promuovendo al contempo l’aspetto paesaggistico e rurale che il territorio offre”.
“La Sagra della Percoca – spiega il presidente della Pro Loco Elia Marro – rappresenta un appuntamento che appartiene alla storia e all’identità di Loconia. Come Pro Loco siamo felici di contribuire ancora una volta alla sua organizzazione, perché crediamo che valorizzare un prodotto tipico significhi valorizzare il territorio, le aziende agricole e il lavoro di chi ogni giorno lo rende speciale. Invitiamo cittadini e visitatori a trascorrere una serata all’insegna della tradizione, della convivialità e della scoperta delle eccellenze della nostra terra”.
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