Erano in tantissimi nel pomeriggio per l’ultimo saluto a Maria Melziade, la 75enne canosina, violentemente aggredita nella sua casa di via Savino Di Bari e morta dopo diverse ore all’Ospedale “Bonomo” di Andria. Commozione e rabbia per una rapina i cui contorni sono tutti da appurare e su cui indagano gli inquirenti per arrivare ad arrestare i responsabili. Dall’autopsia effettuata al Policlinico di Bari nel fine settimana, è emerso che la donna sarebbe deceduta per un arresto cardiocircolatorio. La donna è stata immobilizzata, stordita dalle scariche elettriche di un taser e poi picchiata con schiaffi, calci e pugni, finendo sanguinante sul pavimento di casa. A ritrovarla il marito che ha immediatamente avvertito forze dell’ordine e sanitari.
La 75enne è stata trasferita nel nosocomio andriese dove è rimasta sotto osservazione per diverse ore sino alle 5 del mattino quando il cuore ha smesso di battere. La stessa donna ha raccontato agli inquirenti di aver aperto la porta di casa e di essersi trovata di fronte a due uomini bianchi con volto coperto. Stessi malviventi che cercavano evidentemente soldi o gioielli in possesso dell’anziana nella propria abitazione e che probabilmente avevano già seguito negli spostamenti i due coniugi. Malviventi che sarebbero stati anche rincorsi da un finanziere fuori servizio che, ignaro di quanto fosse accaduto, ha visto i due correre con il volto coperto. Al vaglio degli inquirenti vi sono le telecamere di videosorveglianza delle tante attività commerciali della zona.
In Prefettura a Barletta, nel frattempo, ha avuto luogo, dopo i funerali celebrati nella Cattedrale San Sabino di Canosa, una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Richiesta nuovamente una maggiore presenza di forze dell’ordine ed il Prefetto ha assicurato il massimo impegno verso questa direzione.




























