
Proprio due giorni fa la diretta streaming del consiglio comunale di Canosa di Puglia non funzionava, l’argomento meritava l’ascolto di tanti cittadini che non hanno potuto farlo. Ieri la maggioranza ha votato a favore della stipula del preliminare di acquisto dell’ex cineteatro Scorpion al prezzo di 1 milione e 200mila euro. L’acquisto sarà finanziato attraverso le risorse del bilancio di previsione 2026-2028 derivanti dall’alienazione di immobili comunali. Ciò si legge nella delibera di consiglio comunale.
Il governo della città a guida Malcangio intende vendere diversi immobili di proprietà comunale, tra cui un supermercato che genera una rendita di circa 150mila euro annui da utilizzare per beni e servizi a favore dei cittadini, per acquistare un immobile che presenta gravi criticità.
«Siamo d’accordo all’avvio di un cinema a Canosa. La cultura parte da qui! Siamo d’accordo a contenitori culturali polifunzionali e all’intitolazione a Lino Banfi. L’amministrazione M5S è quella che ha portato il teatro per i più piccoli, quella che ha aumentato la capienza del Teatro Comunale Raffaele Lembo, quella che ha proiettato nei periodi estivi diversi film con l’evento Cinema sotto le stelle», afferma l’avvocato Letizia Morra, consigliere comunale capogruppo M5S.
«Siamo contrari ed abbiamo votato no ad un esborso economico così importante per l’acquisto di un immobile che risulta essere in atti deposito-magazzino, un immobile privo di agibilità che ha bisogno di diversi e importanti finanziamenti per poter essere utilizzato e, chissà di quante ulteriori risorse per poter funzionare come contenitore culturale e cinema. Il tutto è rimesso alla ricerca e ottenimento di bandi regionali e statali. Perché non si è pensato ad utilizzare e valorizzare il patrimonio comunale riqualificandolo per creare cinema e nuovi spazi di aggregazione? La riqualificazione parte da lì. Si poteva procedere con meno spesa e con tempi più brevi senza vendere beni pubblici per acquistare beni da privati. Chissà, quando la città guadagnerà il cinema, per ora vi è un preliminare che prevede un esborso di 1 milione e 200mila euro», conclude Morra.




























