
Pubblichiamo la nota stampa di Confcommercio Bari-BAT in merito ai rincari nel settore energetico e alla sostenibilità degli stessi per le aziende:
«Per comprendere la portata dello shock energetico attuale – dichiara Vito D’Ingeo, presidente di Confcommercio Bari-Bat – è utile confrontarlo con quanto accaduto nel 2022 con la guerra in Ucraina. Oggi ci troviamo di fronte a uno scenario diverso: sul fronte del petrolio, gli aumenti sono simili nella fase iniziale ma rischiano di essere più duraturi, arrivando fino al +50% rispetto ai livelli pre-crisi, contro poco più del +30% registrato nel 2022. Per il gas, invece, la dinamica è opposta: nel 2022 abbiamo assistito a picchi molto più elevati, anche fino al +160%, ma per un periodo limitato. Oggi gli aumenti sono più contenuti, ma comunque significativi e soprattutto più persistenti. Questo significa che le imprese devono prepararsi a sostenere costi energetici elevati più a lungo, con effetti particolarmente critici per il nostro tessuto economico, composto in larga parte da micro e piccole attività.
Le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran stanno già producendo effetti concreti anche sul territorio di Bari e della Bat, con un nuovo aumento dei costi di energia elettrica e gas che colpisce trasversalmente le imprese del terziario. Le stime indicano rincari significativi già nel breve periodo, ma è soprattutto la prospettiva di una loro durata nel tempo a preoccupare maggiormente. Non si tratta, infatti, di un picco temporaneo, bensì del rischio di un livello strutturalmente più alto dei costi energetici, destinato a incidere in modo continuo sui bilanci aziendali.
In un contesto economico già segnato da margini ridotti, l’aumento prolungato delle bollette rischia di comprimere ulteriormente la redditività delle imprese locali, in particolare quelle di piccole dimensioni che rappresentano l’ossatura del sistema economico di Bari e della Bat. Una pressione che può tradursi in minori investimenti, riduzione dei costi operativi e, nei casi più critici, in una revisione dei livelli occupazionali. Il rischio, sottolinea Confcommercio Bari-Bat, è che il protrarsi di costi energetici elevati finisca per indebolire progressivamente la tenuta del tessuto imprenditoriale territoriale, con effetti a catena sull’occupazione e sulla vitalità economica dei centri urbani. Per questo diventa fondamentale affiancare alle misure emergenziali interventi strutturali capaci di ridurre in modo stabile il peso dell’energia sui bilanci delle imprese, favorendo l’accesso a forme di approvvigionamento più sostenibili e incentivando gli investimenti in efficienza energetica».





























