Il Comune di Canosa ha individuato una ditta che ora procederà con la massima urgenza all’attività di emungimento e smaltimento del percolato per la messa in sicurezza della discarica CO.BE.MA. in contrada Tufarelle nel territorio al confine con Minervino Murge. Contestualmente, però, lo stesso ente ha dato incarico di avviare una procedura giudiziaria nei confronti della Provincia BAT per il risarcimento di ogni danno, patrimoniale e non, arrecato dal comportamento ritenuto dal Comune omissivo da parte dell’ente provinciale. E’ quanto si legge in una nota stampa diffusa in mattinata dal comune canosino.

Una situazione ormai ben nota che ha certificato da tempo un inquinamento ambientale in corso e le cui conseguenze sono ancora in corso di comprensione poichè l’ARPA sta completando una dettagliata relazione in merito. Una storia che ormai è datata oltre 20 anni se si considera che quella discarica non opera dal 2005 ma le cui conseguenze sono, purtroppo, ben evidenti ancora oggi visto che le analisi hanno mostrato valori sballati di diversi elementi nelle acque di falda che vengono poi utilizzate dai pozzi artesiani per le coltivazioni dell’agro. Un disastro certificato anche dalla procura di Trani che ha voluto porre un focus su questo argomento dando mandato, tra le altre cose, di redigere una consulenza peritale datata ormai 10 ottobre 2021. E proprio su quella perizia e sull’immobilità di questi anni che si è insediato uno scontro istituzionale acceso tra Provincia BAT e Comune di Canosa che ora chiede anche i danni.

I tempi infiniti e la molteplicità di enti coinvolti ha sicuramente ritardato gli interventi. Motivo per cui si era istituita già a livello regionale una cabina di regia nei mesi scorsi anche perchè su quella discarica c’è anche una infrazione a livello europeo. La stessa regione ed il comune hanno poi chiesto l’insediamento di un commissario nominato dal ministero. Ma al momento resta solamente uno stanziamento di 700mila euro di parte regionale utilizzati in questa fase dal comune per un intervento emergenziale. La discarica, invece, resta ancora in un limbo in un rimpallo di responsabilità e scontro istituzionale con pochi precedenti. C’è comunque la necessità di chiudere definitamente la procedura di gestione del sito e di avviare definitivamente la post gestione e la messa in sicurezza.