Sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale ed inquinamento ambientale aggravato Lucia Castoro di 63anni e Giuseppe Calia di 50 anni rispettivamente amministratori e liquidatori della società che ha gestito la discarica Cobema di Canosa. Per il solo Calia c’è anche l’accusa di omessa bonifica. Il processo comincerà il 23 novembre davanti al tribunale collegiale di Trani ed arriva al termine di una inchiesta durata diversi anni, iniziata nel 2020 dopo circa 15 anni di chiusura della discarica stessa avvenuta nel 2005. Al centro dell’attenzione degli inquirenti, infatti, c’è stata la fase di post gestione della discarica che però sarebbe avvenuta con alcune violazioni di legge emersi durante diversi rilievi effettuati tra il 2012 ed il 2015. Sarebbe infatti emerso come vi fossero importanti concentrazioni, oltre i limiti, di ferro e manganese nelle acque sotterranee di falda in contrada Tufarelle. Migliaia di tonnellate di percolato, insomma, sarebbero finite nel sottosuolo inquindando la falda e creando un vero e proprio disastro ambientale al territorio. Nel 2021 furono emunte oltre 1000 tonnellate di percolato filtrato fino a 120 metri di profondità. Secondo l’accusa il sistema di impermeabilizzazione non era adeguato e sarebbero mancate altre misure di prevenzione. Nel processo si sono costituiti parte civile la Regione ed il comune di Canosa.