Nuovo capitolo per la discarica CO.BE.MA a Canosa: è stata respinta dal TAR Puglia l’istanza cautelare presentata dal Comune contro le ordinanze di messa in sicurezza del sito da parte della Provincia BAT di febbraio e aprile scorso. Dovrà essere proprio l’ente comunale, in danno ai gestori dell’impianto, a doversi occupare degli interventi di messa in sicurezza della discarica dopo le recenti nuove rilevazioni che hanno certificato un nuovo capitolo di inquinamento dell’area. L’elemento dell’interesse pubblico alla messa in sicurezza del sito è essenziale, come spiegato dai giudici del TAR della Puglia pur nel necessario bilanciamento degli interessi coinvolti come si legge nella sentenza. Dunque al comune tocca intervenire.

Si tratta dell’ennesima pagina di una storia che non ha fine per la discarica situata in contrada Tufarelle, chiusa ormai dal 2005 e che nel corso di oltre un ventennio è stata protagonista anche di processi ed indagini, nonché attenzionata anche dall’Unione Europea. Abbandonata dal gestore ormai ventuno anni fa, nel 2011 le rilevazioni ARPA e nel 2012 le verifiche del Comune di Canosa avevano accertato superamenti significativi del valore del ferro nei pozzi a valle. La discarica, dunque, si confermava un pericolo per gli uliveti, l’equilibrio dell’ecosistema acquatico e per gli utilizzatori di quell’acqua inquinata. Così presero avvio le prime indagini, che successivamente hanno coinvolto non solo i vertici della CoBeMa ma anche la Provincia BAT, imprenditori e liberi professionisti.

Nicola di Chio