Un delitto per vendicare una precedente aggressione quello maturato sabato scorso a Canosa di Puglia. Su questo sono piuttosto sicuri gli inquirenti che proseguono nelle indagini sull’omicidio del 48enne Giuseppe Caracciolo dopo aver però fermato in poche ore sia il presunto autore materiale, l’80enne Matteo Di Nunno, che suo figlio Roberto accusato però di favoreggiamento per aver nascosto nella sua abitazione la presunta arma del delitto. Un omicidio avvenuto poco dopo mezzogiorno a due passi dalla casa comunale di Canosa, in Piazza della Repubblica, una matassa che sembra esser già stata sbrogliata in pochissime ore grazie anche alla collaborazione dei cittadini. Un passaggio che il Procuratore della Repubblica di Trani, Roberto Nitti, ieri in conferenza stampa, ha voluto rimarcare.

La primissima collaborazione è nata da un cittadino rimasto vittima di un incidente stradale suo malgrado nel tentativo di fuga del 48enne Caracciolo subito dopo il colpo di pistola sparato. La corsa solitaria all’Ospedale di Canosa prima del trasferimento d’urgenza ad Andria ma con una ferita troppo grave per salvarsi la vita. A portare gli agenti del commissariato di Canosa e della Squadra mobile di Bari immediatamente sulle tracce del presunto omicida, anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, dalle quali i poliziotti hanno riconosciuto Di Nunno, peraltro claudicante. La polizia lo ha fermato nella sua casa, con un borsone pronto per andare via, probabilmente per fuggire. L’80enne, dopo aver ammesso le proprie responsabilità, hanno spiegato dalla procura, ha detto di aver voluto vendicare l’aggressione da lui subita il 14 luglio scorso quando la vittima, in compagnia di un altro pregiudicato del posto, l’aveva picchiato procurandogli anche lesioni personali, curate in ospedale ma non denunciate alle forze dell’ordine. Di Nunno ha alle spalle due omicidi, il primo dei quali commesso nel 1970 in Germania e il secondo nel 2001, in Italia. Per questo delitto Di Nunno era stato condannato a 18 anni. La vittima era Claudio Sansonna, il cui fratello era stato in qualche modo oggetto di attenzioni da parte dell’80enne.