Quando nel luglio dello scorso anno è morto stanco e senza ormai più forze a 15 anni, buona parte della popolazione di Canosa lo ha sinceramente pianto. Stiamo parlando della storia di Nuvola, un meticcio di pastore maremmano abruzzese, l’anima della città, il cane cosiddetto di Canosa. Nuvola, era nato in campagna e lì viveva con la famiglia adottiva. Ma Nuvola era un cane giocoso e che amava stare in mezzo alla gente e ben presto dalla campagna, il meticcio, ha voluto fermarsi in città, in mezzo alla gente. E qui era stato adottato da alcuni volontari ma soprattutto dall’intera comunità canosina. E’ tornato in campagna solo per la sua sepoltura. Per lui non c’era processione o corteo in cui non facesse da apripista.

Una storia che mostra tutta la magia del rapporto tra uomo ed animale, un rapporto d’amore tra creature dello stesso creato, come ha ricordato più volte Don Felice Bacco Parroco della Cattedrale di San Sabino mutuando le parole di Papa Francesco. Dopo praticamente un anno dalla sua morte sono stati proprio i giardini della canonica della Cattedrale ad accogliere un bassorilievo, realizzato dagli artisti canosini Claudia Vitrani e dai fratelli Di Nanni, che raffigura il cane di Canosa e cioè Nuvola. Un’opera fortemente voluta da diversi cittadini a partire dai volontari che lo avevano praticamente adottato. Un’opera che è diventata meta di pellegrinaggio in pratica, un pellegrinaggio che ha un significato profondo in egual misura per adulti e bambini. Per chi lo conosceva o per chi, come i più piccoli, potranno ancora sentirsi raccontare la storia di Nuvola, il cane della città di Canosa.