
Una situazione di grave emergenza ambientale quella di Canosa di Puglia, nello specifico nella periferia ovest/nord dietro il vecchio Macello Comunale dismesso sul canale della bonifica denominato Canale della Piena delle Murge sulla Strada Provinciale numero 2.
A denunciarlo è il presidente di Italia Nostra Mario Riccardo Limitone che attraverso una nota segnala l’alta pericolosità idraulica dell’area fornendo dettagli precisi in merito alla situazione in essere.
«Un primo elemento di criticità – spiega Limitone – è rappresentato dall’occupazione del canale da parte di una fitta vegetazione che impedisce il regolare deflusso delle acque. In casi di eventi di piogge eccezionali, le acque tracimano, invadendo la sede stradale, creando una situazione di grave rischio per la circolazione. E’ evidente che la situazione di pericolo idraulico è accentuata dalla mancata pulizia del canale nel suo tratto terminale ed è quindi più che urgente liberare il canale dalla vegetazione presente allo scopo di prevenire qualsiasi rischio alle persone e alle cose.
L’area è anche diventata una discarica abusiva – continua il presidente di Italia Nostra – piena di rifiuti ingombranti e rifiuti pericolosi. I rifiuti, occupano le aree circostanti il canale, le sponde ed il letto dello stesso, contribuendo così ad aumentare lo scenario di rischio dell’intera area. Una ulteriore criticità è rappresentata dai continui incendi accesi da soggetti che illegalmente bruciano ogni specie di rifiuti per ricavarne materiale ferroso da vendere. Gli incendi provocano emissioni diffuse maleodoranti, accompagnate da colonne di fumo. L’area sorge a poca distanza da un Istituto scolastico, da alcuni stabilimenti vinicoli oltre che da abitazioni private: le emissioni provenienti dalla combustione dei rifiuti, anche pericolosi, andrebbero analizzate per valutarne la eventuale tossicità.
La situazione di rischio per la salute pubblica e per l’ambiente in generale è stata oggetto di numerose segnalazioni sulla pagina Facebook della associazione scrivente, ma ad oggi non si rileva nessuna azione intesa a contrastare l’abbandono illegale di rifiuti su quel sito. Chiediamo pertanto agli enti di mettere in atto tutte le azioni, per la parte di rispettiva competenza, utili a rimuovere la situazione ora descritta. La presente – conclude Limitone – è indirizzata alla Procura della Repubblica di Trani, nel caso dovesse ravvisare fatti e circostanze di propria competenza».





























