“Chiusi per diritto e non per ferie”, oppure “Volevate i giovani agricoltori ed ora ascoltateci”. “Stop alle importazioni sleali tuteliamo il nostro territorio”, “basta carovita ci state distruggendo”. Tanti cartelli quelli esposti e trasportati su trattori e mezzi agricoli questa mattina in due nuovi punti caldi della protesta in questo caso degli agricoltori in Puglia. Si tratta delle piazze di Canosa e Bitonto dove sin dall’alba si sono messi in moto i manifestanti per far sentire la loro voce dalle campagne a Palazzo di Città passando per le strade comunali. A Bitonto in particolare gli agricoltori con i loro trattori ma anche diversi autotrasportatori, si sono dati appuntamento sulla Sp231 e poi di lì hanno attraversato parte della città sino al Comune. L’appello è alle istituzioni e ai cittadini perché “è il momento di far sentire la voce”. La protesta è stata organizzata per “chiedere interventi concreti” per fronteggiare “costi sempre più pesanti, spese crescenti e margini ridotti”.
Stessi obiettivi anche a Canosa dove l’avvio all’alba del corteo ha previsto il raduno nei pressi di via Corsica per poi attraversare la città ed arrivare in piazza della Repubblica ed al Comune. Qui c’è stato anche un intervento da parte del sindaco Vito Malcangio che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni alla protesta che, tuttavia, coinvolge inevitabilmente tutti i cittadini e non solo le categorie per ora realmente in piazza. In particolare la filiera olivicola è in una situazione che in questa annata appare di grave sofferenza e mette a rischio la sopravvivenza di molte aziende e tanti agricoltori. I presidi saranno attivi almeno per tutto il giorno. In diversi comuni del barese e della BAT sono già attivi dei tavoli anti crisi istituiti dai Comuni e ieri la stessa Regione Puglia, dopo la protesta degli autotrasportatori di Altamura ha deciso di istitutire una cabina di regia regionale che possa parlare una voce univoca verso il Governo e prendere provvedimenti diretti nei confronti delle categorie che manifestano.
Vicinanza è stata espressa oggi, invece, anche dall’arcivescovo di Trani mons. D’Ascenzo che ha espresso massima solidarietà in questo momento di disagio economico per gli ormai elevati costi di gestione delle stesse attivita’ lavorative e nel contempo auspica “che i responsabili della vita politica, di concerto con i rappresentanti di categoria, possano trovare le giuste soluzioni per riportare serenita’ nella vita sociale dei nostri territori”.





























